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Ats della montagna, la risposta ai consiglieri regionali

Nei giorni scorsi gli organi di stampa hanno dato risalto al documento predisposto dagli ordini professionali, dai collegi e dalle OO.SS. di tutti gli operatori del mondo della sanità relativo al nuovo assetto territoriale dell’ ATS della Montagna che ora comprende anche il Medio ed Alto Lario nonché al successivo comunicato stampa di tre consiglieri regionali che del primo voleva essere una replica critica.

Riteniamo essenziale che gli utenti del servizio sanitario debbano essere informati in modo compiuto e per questa ragione crediamo opportuno svolgere alcune brevi considerazioni nell’intento di chiarire ai cittadini le basi del nostro documento, i contenuti e le sue finalità.

Il documento da noi prodotto non è datato 19 aprile 2016, come accennato nel comunicato stampa più sopra richiamato, ma ha trovato spunto per la sua stesura in una prima riunione di tutti i firmatari avvenuta in tale data. Il 19 aprile è stato solo l’inizio di un percorso di raccolta e condivisione di contenuti che si è concluso con la firma e l’invio in Regione Lombardia in data 08/06/2016.

Per comprendere appieno le ragioni e gli scopi di tale documento è opportuno fare un breve resoconto sul pregresso.

Dopo l’approvazione della legge regionale 11 agosto 2015 n. 23, gli Ordini professionali della sanità comasca insieme alle OO.SS, si sono immediatamente attivati per chiedere un incontro urgente (22 settembre 2015) con il nostro governatore, On. Roberto Maroni, per avere delucidazioni non sulla riforma sanitaria ma solo sul nuovo assetto territoriale che prevede, per la nostra Provincia, il passaggio del MAL (Medio Alto Lario) all’ATS della Montagna.

Solo dopo un nostro sollecito datato 07.10.2015, siamo stati ricevuti in data 10.11.2015 e in quell’occasione l’On. Maroni ha più volte ribadito, dopo un incontro durato quasi due ore, che la riforma sarebbe comunque partita il 1 gennaio 2016 in una fase sperimentale della durata di 6 mesi e che se in tale periodo fossero emersi elementi di criticità, sarebbe stato disponibile a una verifica e ad una eventuale modifica dell’assetto territoriale.

Così è stato e lo spirito del documento trasmesso al nostro unico interlocutore, Regione Lombardia, è stato solo quello di evidenziare le criticità segnalate da chi, per competenza e specificità, sul territorio vive la quotidianità della professione sanitaria con un intento collaborativo e propositivo.

Non avendo avuto alcun riscontro dalla Regione abbiamo deciso, come ricordato in precedenza, di pubblicare il nostro contributo sui nostri siti istituzionali.

Ancora oggi sfuggono le reali motivazioni che hanno portato alla scelta dell’attuale assetto. L’asserzione dei tre consiglieri regionali secondo cui l’accorpamento del territorio del medio ed alto lago alla ATS della montagna non è stata solo una scelta legata ad una omogeneità geografica del territorio ma anche demografica caratterizzata da elevati tassi di invecchiamento appare ad oggi del tutto apodittica.

E’ opportuno anche sottolineare, giusto per far chiarezza e liberare la mente da ogni minimo dubbio, che il nostro agire è libero da qualsiasi condizionamento politico; gli ordini professionali sono enti ausiliari dello stato e come tali sono liberi di ascoltare chi li interpella, come è accaduto in occasione dell’incontro che si è recentemente svolto a Menaggio alla presenza di numerosi Sindaci del Lario; incontro al quale abbiamo aderito solo per capire quali erano le richieste del territorio e spiegare a nostra volta il nostro percorso.

Proprio per queste ragioni il metodo di indagine scelto è stato quello di interpellare coloro che di fatto erogano i servizi sanitari, ovvero i nostri iscritti, e che per primi vengono in contatto sia con i miglioramenti che con le criticità del sistema.

Non abbiamo mai messo in dubbio l’impegno della Direzione Generale e Sanitaria dell’ATS della Montagna nel voler far fronte alle problematiche relative all’applicazione della nuova riforma regionale, ma è altrettanto opportuno sottolineare il grande sforzo dell’ASST Lariana a sostegno delle esigenze del territorio del Medio Lario a volte anche oltre quanto richiesto dalle regole amministrative e per l’iniziativa e la buona volontà degli operatori.

Lo sforzo e la buona volontà dei singoli non ci esime, tuttavia, dall’evidenziare con spirito costruttivo le criticità di sistema cui queste preziose risorse tentano spontaneamente di porre rimedio.

Infine è bene sottolineare che per la posizione di garanzia che contraddistingue gli Ordini non ci è possibile condividere l’affermazione riportata nella parte conclusiva del comunicato stampa dei tre consiglieri regionali in cui testualmente si legge “ ..omissis… non è più il tempo di dividere il territorio bensì quello di costruire , all’interno dell’Assemblea dei Sindaci dell’ambito distrettuale, un futuro per la sanità del Medio Alto Lario, più volte depauperata di servizi e di personale”.

L’ habitus mentale che sta alla base dell’affermazione sopra riportata è quello di coloro che nel recente passato hanno ritenuto di sottoporre alla sola parte amministrativa, interlocutore senza alcun dubbio centrale, i progetti per la Sanità escludendone gli Ordini Professionali del comparto sanitario che sono gli organi rappresentativi degli operatori di questo settore.

Gli Ordini hanno le giuste motivazioni e competenze per poter fornire quel contributo pratico e nozionistico alla risoluzione di problematiche legate alla sanità pubblica nell’interesse del cittadino e della professione.

Riteniamo che all’interno dell’Assemblea dei Sindaci non possa mancare la voce della sanità altrimenti ancora una volta si perderebbe l’occasione di ricevere un contributo competente, gratuito e disinteressato.

In conclusione, consapevoli dell’importanza del nostro ruolo e dell’apporto per la causa comune non possiamo che essere soddisfatti di aver stimolato con la nostra iniziativa il dialogo tra diversi soggetti da cui, ci auguriamo, scaturirà un miglioramento dei servizi alla popolazione.

In quest’ottica siamo e saremo sempre disponibili a qualunque forma di collaborazione nell’interesse del cittadino e della professione.

Il Coordinatore

Dr. Gianluigi Spata  – Ordine dei Medici e degli Odontoiatri

Dr. Giuseppe De Filippis e Dr. Cappellini di Lanzo Intelvi  –  Ordine dei Farmacisti

Dr. Oreste Ronchetti  –  Collegio IPASVI

 

Rappresentanze sindacali:

Dr Giovanni L’Ala  – SNAMI

Dr. Giancarlo Grisetti e Dr. Alberto Robbiati  –  FIMMG

Dr.ssa Elisabetta Profumo  –  FIMP

Dr. Massimo Gatto  –  SMI

Dr. Massimo Mariani  –  ANDI

Dr. Attilio Marcantonio  –  FEDERFARMA

Dr. Alberto Bobba – OSPEDALE DI MENAGGIO

Dr. Giuseppe Cappello – SUMAI

 

Como, 1°  luglio 2016

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