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Bancomat, chi non si dota di lettore verso non sanzionabilità

La sentenza Tar 01932 non concede proroghe: ai medici di famiglia resta un mese per dotarsi di Pos per ricevere pagamenti per prestazioni sopra i 30 euro. L’obbligo del lettore bancomat elettronico imposto dal decreto legge “crescita” n. 179 /2012 è partito ad aprile per i fatturati oltre 200 mila euro e scatta dal 1° luglio per gli altri professionisti. L’aggravio stimato va da 70-80 euro/mese in poi, sommando 100 euro di costi una tantum d’attivazione,

30 euro/mese di canone per lettore analogico (o 50 con linea Adsl), più commissioni, che – a seconda si tratti di bancomat o carta di credito – vanno dal 2-2,5% della somma ricevuta a 0,60-1 euro a transazione o ad una quota minima mensile. «La Fimmg – scrive Carmine Scavone numero due del sindacato dei medici di base- sta portando avanti una serie approfondimenti che saranno oggetto di una richiesta ufficiale di chiarimento ai ministeri interessati». Scavone sottolinea il problema dei medici di gruppo supportati da coop. Un medico lombardo, che vuol restare anonimo, conferma l’esistenza di nodi legali sia su cooperative che su studi associati. «Prima domanda: nelle aggregazioni con collaboratori intestati alla coop i cui soci sono gli stessi componenti del gruppo le prestazioni libero professionali vanno intestate ai medici soci o alla coop?

Sarebbe regolare una prestazione medica intestata a una società. Seconda questione: «Nel nostro studio associato i medici fatturano i certificati per lo sport agonistico come società, mentre il certificato per l’invalidità civile è fatturato dal singolo medico e ci siamo dotati di un point of sale per la società e di altri cinque per ciascuno di noi. La spesa non è insostenibile, se si svolge almeno un po’ di libera professione, ma alcuni dubbi restano». La Fnomceo non ha chiesto chiarimenti, ma-come ha ricordato il consigiliere Guido Marinoni meno di un mese fa – «non sono previste sanzioni al medico che, sprovvisto di Pos, rifiutasse di farsi pagare con bancomat». «La legge non dice che i professionisti dovranno munirsi del Pos: l’accordo con il cliente potrà prevedere il pagamento a mezzo bonifico bancario o assegno», ha ricordato Piero Giubelli leader dell’ordine degli avvocati di Ferrara, in una lettera agli iscritti. E ha ammonito: «Finché non verranno raggiunti accordi con le banche, che non prevedano ulteriori spese per i professionisti, nessuna sanzione disciplinare verrà irrogata per chi non si munirà di tale sistema di pagamento, i cui costi mensili non si giustificano con il numero delle transazioni ipotizzabili per un professionista».

 

Mauro Miserendino (DoctorNews)

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