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CN FNOMCeO. Compattezza nelle decisioni sui temi caldi della Sanità

Al Consiglio Nazionale della FNOMCeO, la Presidente Roberta Chersevani, in apertura di seduta e prima della sua relazione, ha ricordato Aldo Pagni, già Presidente della Federazione, recentemente scomparso. Subito dopo, il Presidente OMCeO di Firenze Antonio Panti, ha portato il suo ricordo di Aldo Pagni ed ha proposto che nel prossimo convegno di Rimini venga tenuta una commemorazione ufficiale. I componenti il Consiglio nazionale hanno osservato, in piedi, un minuto di silenzio.

La Presidente ha poi comunicato la nomina di Salvatore Amato,Presidente OMCeO di Palermo, nel Comitato scientifico dell’Istituto Superioredi Sanità e ha sottolineato che Amato ha già espresso la volontà di promuovere la collaborazione tra l’ISS e la FNOMCeO.

La Presidente ha poi svolto la sua relazione (vedi) toccando tutti i punti iscritti all’ordine del giorno (DDL su Responsabilità professionale, decreto appropriatezza e sanzioni, riforma degli Ordini professionali), ma ha anche annunciato l’audizione in commissione Igiene e Sanità del Senato prevista per il 17 marzo. La Presidente ha poi chiesto il coinvolgimento di tutti nella preparazione della Terza Conferenza Nazionale della professione medica e odontoiatrica che si terrà a Rimini il 19-20-21 maggio e ha detto che nel mese di ottobre è prevista un’audizione della professione medica da Papa Francesco.

Salvatore Amato ha detto che tutti vogliono la Federazione unita, perché solo uniti si è più forti, ma occorre potenziare la comunicazionetra tutti noi.

Il Segretario Luigi Conte ha condotto i lavori, precisando che il dibattito si sarebbe svolto con interventi che potevano trattare tutti gli argomenti.

E’ intervenuto per primo Giancarlo Pizza,Presidente di Bologna, che ha spiegato come si è mossa la commissione disciplinare nella vicenda della delega di alcune funzioni agli infermieri. Poi, è intervenuto Antonio Panti, che sul decreto ‘appropriatezza’ ha rilevato la necessità di promuovere anche un confronto tra le Regioni, che hanno situazioni diverse.

Per Ugo Trucco (Savona), gli organi istituzionali esistono per tutelare la salute dei cittadini. Negli ultimi anni, le leggi regionali hanno superato le leggi nazionali. Trucco ha presentato una mozione che è stata inserita nel documento proposto dal Comitato centrale e illustrato, prima del dibattito, dal Vice Presidente FNOMCeO Maurizio Scassola.

Francesco Noce (Rovigo) ha proposto di tenere i prossimi Consigli Nazionali a partire dal venerdì pomeriggio con proseguimento il sabato.

Fabrizio Cristofari (Frosinone) ha posto l’accento sulla disoccupazione dei giovani medici: non si capisce come si possa pensare alle ambulanze senza medici.

Nicolino D’Autilia (Modena) ha rilevato alcune incongruenze sul tema dell’appropriatezza, che gli Ordini dell’Emilia Romagna stanno tentando di risolvere almeno a livello regionale.

Roberto Rossi (Milano) ha espresso perplessità sulla capacità della professione medica di difendere se stessa. Differenti sono i ruoli dei medici e degli infermieri, pur se è auspicabile la collaborazione tra le due figure, senza sovrapposizioni, nell’interesse dei cittadini.

Filippo Anelli (Bari) ha messo in guardia da manovre tendenti a ridurre le risorse per la sanità, a discapito dei cittadini.La funzione dei medici è invece orientata a vantaggio dei cittadini. I Paesi che investono di più in sanità aumentano la sopravvivenza dei malati gravi e le possibilità di cura. Ed ha presentato un manifesto di una camgan di comunicazione realizzata insieme all’Ordine di Napoli.

Il Presidente di Bergamo Emilio Pozzi ha auspicato l’accelerazione del Manifesto della professione medica.

Per Anna Maria Ferrari (Reggio Emilia), si vive un momento molto sensibile per la professione. Il desiderio di tutti è di arrivare ad un’omogenità delle prestazioni (anche nell’emergenza-urgenza) e non a 21 sistemi regionali diversi.

Graziano Conti (Perugia) ha spiegato che a livello regionale si compiono talvolta scelte che conducono a dover parlare non più di Livelli essenziali di assistenza, ma di Livelli eventuali di assistenza.

Per l’Ordine di Matera, Raffaele Tataranno ha parlato di “Scelte sagge in Medicina”, un convegno che si terrà l’8 e 9 aprile a Matera e che affronterà anche il tema delle buone pratiche. Vito Gaudiano (VP Matera) ha presentato una mozione sulla Responsabilità professionale.

Eugenio Corcioni (Cosenza) ha proposto che il Manifesto di Bari e Napoli sia fatto proprio da tutti gli Ordini, perché pone il problema del finanziamento. Noi dobbiamo lottare contro la precarizzazione degli incarichi, che non rende liberi i medici. E le verifiche spettano alla professione.

Fiorella De Angelis (Ascoli Piceno) ha chiesto alla Federazione di farsi carico anche delle situazioni locali dove non è chiaro il rapporto medico-infermiere.

Giuseppe Renzo (Presidente CAO) ha espresso condivisione per il documento proposto da Scassola. La questione dell’Atto medico è centrale e non si può eludere nella definizione dei rapporti tra medici e infermieri. La battaglia per la difesa della professione è giusta e va continuata, nell’interesse dei cittadini.

Pierantonio Muzzetto (Parma) ha ribadito che in Italia esistono ormai 21 sistemi sanitari diversi. A questo si aggiunge la discrezionalità interpretativa delle leggi, a livello nazionale e regionale. Occorre che i Consigli nazionali siano più frequenti, perché questo è un luogo di confronto tra tutti noi.

Anche Giovanni Leoni (Venezia) ha sostenuto la necessità di uniformare a livello nazionale le funzioni dei professionisti della salute, per superare la frammentazione a livello regionale. Leoni ha chiesto maggiore attenzione per i piccoli Ordini.

Marco Collini (Mantova) ha auspicato maggior senso dello Stato e minore corruzione (il riferimento è ai recenti fatti accaduti in Regione Lombardia). La corruzione danneggia i cittadini, ma occorre una presa di posizione più forte.

Carlo Manfredi (Massa Carrara) ha detto che occorre distinguere l’appropriatezza clinica da quella sanitaria. A volte l’appropriatezza clinica suggerisce terapie che poi non sono sostenute dal sistema sanitario, come nel caso dell’epatite C, come anche è necessario dire parole chiare in materia di vaccinazioni.

Roberto Monaco (Siena) ha coniugato il tema dell’appropriatezza a quello della responsabilità, tenendo conto delle procedure che devono essere validate. Ha chiesto che sia istituito un tavolo dilavoro per uniformare i protocolli delle 21 Regioni.

Maurizio Scassola ha illustrato il documento elaborato dal CC, concentrandosi sulle conclusioni, dove il Consiglio Nazionaledà mandato al Presidente e al CC di portare a compimento le indicazioni dello stesso Consiglio Nazionale
Carolina De Vincenzo (Campobasso) ha spiegato che la Regione Molise sta attuando la riorganizzazione del proprio sistemasanitario, con scelte che potrebbero mettere a rischio la salute dei cittadini.

Bruno Ravera (Salerno) ha ribadito che la FNOMCeO è interlocutore delle Istituzioni, non è semplicemente la somma dei singoliOrdini. La FNOCeO deve fare uno sforzo maggiore su tutti i temi della Sanità, a partire dalla formazione.

Augusto Pagani (Piacenza) ha invitato a una riflessione sul fatto che in Consiglio Nazionale è rappresentata soltanto una parte del mondo medico. Occorre un’azione più incisiva della Federazione, che deve parlare ai cittadini.

Posto ai voti, il documento è stato approvato all’unanimità, con alcune indicazioni relative all’audizione del 17 marzo in Senato.

In conclusione dei lavori, Roberta Chersevani ha ricordato di aver scritto ai parlamentari medici perché svolgessero una funzione disenti nelle della Sanità. Il dialogo con i cittadini è già avviato. Si spera che le risorse per la Sanità aumentino nel 2017 e 2018. Interverremo ancoras ull’appropriatezza. Sui 21 sistemi sanitari diversi, occorre un lavoro per uniformare a livello nazionale gli standard delle prestazioni. (o.n.)

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