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Spata e il dialogo sulla “farmacia di servizi”

 

Il dialogo tra medici e farmacisti negli ultimi anni si è intensificato. Le due professioni si sono trovate spesso su posizioni non coincidenti (si veda il tema degli equivalenti), ma di fronte a certe storture o a certe derive (soprattutto quando si parla di smantellamento del SSN oppure di visione economico-centrica della sanità) medici e farmacisti non possono che trovarsi sulla stessa “barricata”. Da circa un anno le rappresentanze ordinistiche delle due professioni stanno partecipando ad un tavolo dedicato al macro tema della farmacia dei servizi. Promosso dal Ministero, il gruppo di lavoro ha espresso un primo documento-Manuale alla cui stesura ha partecipato Gian Luigi Spata come rappresentante della FNOMCeO. Ecco come il presidente dell’Ordine dei Medici di Como illustra temi e valori del lavoro svolto. Indicando anche gli immediati passi che il documento dovrà percorrere.

Presidente Spata, la Federazione sta partecipando a un tavolo di lavoro sul tema “farmacia di servizi”. Ci vuole illustrare i motivi e gli scopi di questo lavoro?

Il Ministero della Salute ha promosso , nel novembre 2012, un tavolo su “coinvolgimento delle Farmacie di comunità nell’implementazione della qualità e sicurezza delle cure” con lo scopo di produrre un Manuale indirizzato agli operatori sanitari del territorio con l’intento di fornire delle linee di indirizzo sull’appropriatezza e sicurezza delle cure in farmacia e finalizzato alla prevenzione degli errori in terapia farmacologica. E’ un dato ormai evidente a tutti che le malattie croniche sono in continuo aumento, anche per effetto dell’innalzamento dell’età media, e che tali patologie saranno sempre di più competenza del territorio; diventa quindi indispensabile che le varie figure professionali coinvolte – MMG, PLS, medici specialisti, infermieri, farmacisti, assistenti sociali – possano collaborare e interagire fra di loro , nei limiti e nel rispetto delle proprie competenze, per poter garantire al paziente, che è al centro del sistema, quella continuità e sicurezza delle cure indispensabili per un corretto approccio alla cronicità. Infatti alcuni capitoli sono stati dedicati all’assistenza domiciliare integrata, alla continuità ospedale-territorio e alle campagne sanitarie di prevenzione ed educazione. Credo che il Manuale ci abbia fornito anche la possibilità di delineare le competenze delle varie figure professionali che entrano nel merito delle cure.

Il Manuale può essere una piattaforma comune di dialogo terra le professioni del medico e del farmacista?

Credo di si. Entrando nello specifico della collaborazione fra medico e farmacista, al primo competono la prevenzione, la diagnosi, la prescrizione del piano di cura e la promozione dell’empowerment del paziente; al secondo spetta un ruolo di supporto al medico nel collaborare alla verifica dell’aderenza alla terapia, nel segnalare gli eventi e le reazioni avverse delle terapie, nella partecipazione a campagne di promozione dei corretti stili di vita, nella distribuzione dei farmaci, dei presidi e dei device. Un aspetto importante che è stato sottolineato nel documento è quello della comunicazione fra i vari operatori, elemento fondamentale per poter garantire al paziente una corretta continuità delle cure, problema che deve essere affrontato attraverso l’utilizzo di strumenti sicuri e rapidi e anche innovativi come le reti telematiche, come previste dal fascicolo sanitario elettronico.

Chi sono stati i promotori di questo tavolo di indirizzo? Chi vi sta partecipando?

Alla stesura di queste linee di indirizzo hanno partecipato, oltre alla Direzione Generale della programmazione sanitaria del Ministero della Salute, la FOFI (Federazione Ordini farmacisti italiani), l’IPASVI (Federazione italiana infermieri professionali), la SIFO (società italiana farmacia ospedaliera), la SIMG (società italiana medicina generale), l’ufficio farmaceutico della Regione Veneto e naturalmente la FNOMCeO. E’ bene ricordare che l’idea di elaborare questo documento è nata dopo l’approvazione dei tre decreti ministeriali sui nuovi servizi erogati dalle farmacie e precisamente quello del 16 marzo 2010, pubblicato in G.U. 10 marzo 2011 relativo alla “Disciplina dei limiti e delle condizioni delle prestazioni analitiche di prima istanza rientranti nell’ambito dell’autocontrollo e per le indicazioni tecniche relative ai dispositivi strumentali ai sensi dell’articolo 1, comma 2, lettera d) del decreto legislativo n. 153 del 2009”, quello del 16 dicembre 2010 pubblicato sulla G.U. del 19 aprile 2011 relativo a “Erogazione da parte delle farmacie di specifiche prestazioni professionali” e quello del 8 luglio 2011 pubblicato su G.U. del 1 ottobre 2011 che detta disposizioni sulla “Erogazione da parte delle farmacie di prenotazioni delle prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale, pagamento delle relative quote di partecipazione alla spesa a carico del cittadino e ritiro dei referti relativi a prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale”.

Su certi temi – ad esempio la prescrizione degli equivalenti – medici e farmacisti sembrano essere su “opposte sponde”…

Il tema della prescrizione dei farmaci generici è stato affrontato in un altro tavolo ministeriale al quale ero presente, insieme a Guido Marinoni, e che ha portato alla definizione di alcuni criteri relativi alla non sostituibilità di un farmaco sia da parte del medico che del farmacista; in sostanza i motivi principali di non sostituibilità del farmaco sono legati a problemi noti di ipersensibilità/intolleranza agli eccipienti o controindicazioni dell’eccipiente a determinate patologie oppure a fronte di terapie complesse o di particolari situazioni di fragilità del paziente che possano comportare il rischio di una mancata aderenza del paziente alla terapia stessa. Il tavolo è stata anche l’occasione per ribadire che in presenza di una ricetta con la prescrizione di un farmaco, anche brand, con un prezzo equiparato a quello di uno generico, il farmacista deve dispensare al paziente il farmaco segnalato sulla ricetta, restando comunque la discrezionalità della scelta al paziente stesso.

Durante quest’anno sono emerse problematiche sempre più numerose e invasive riguardanti la vendita di farmaci online, verso le quali si sono espressi sia il Ministero della salute che l’AIFA. Anche su questa tematiche avete dialogato ed espresso dei giudizi?

La vendita dei farmaci on-line è sicuramente un grosso problema di sicurezza e salute per il paziente; proprio in questi giorni il Consiglio dei Ministri, recependo la direttiva 2011/62 dell’UE che disciplina l’entrata dei farmaci nell’Unione, ha approvato in esame preliminare uno schema di decreto legislativo che regola tra l’altro la vendita dei farmaci on-line. Il provvedimento prevede che i siti internet che vendono medicinali devono contenere un link collegato al sito internet del Ministero della salute, il quale a sua volta deve contenere una lista di tutti gli enti o persone autorizzate alla vendita di farmaci in rete. L’utilizzo di un logo comune renderà tali siti più riconoscibili. Sono previste, inoltre, da parte dell’AlFA, misure di sensibilizzazione della popolazione circa i rischi connessi all’utilizzo di medicinali di origine non sicura. Il Ministero della salute, su proposta dell’ AIFA, può disporre con provvedimento motivato,anche in via d’urgenza, la cessazione di pratiche commerciali di offerta di farmaci attraverso i mezzi della società dell’informazione accertate come ìllegali ed è l’autorità competente ad emanare disposizioni per impedire l’accesso agli indirizzi internet corrispondenti ai siti web individuati come promotori di pratiche illegali da parte degli utenti mediante richieste di connessione alla rete internet provenienti dal territorio italiano. Tali provvedimenti sono eseguiti dal Comando dei Carabinieri per la Tutela della Salute (N.A.S.). Inoltre con il decreto saranno poste delle regole ben precise sulla vendita di farmaci non soggetti a prescrizione medica – che sono ii soli disponibili alla vendita on-line – mettendo un argine alla vendita di farmaci contraffatti.

Quali sono allo stato attuale i tempi per la definizione ultimativa del Manuale e del decreto?

Sono e siamo assolutamente d’accordo sull’opportunità di questo decreto, che non è ancora entrato in vigore in quanto deve passare al vaglio di Camera e Senato, e spero che i tempi dell’approvazione siano brevi per l’importanza che riveste a tutela del cittadino. Il tema non è stato discusso a questo tavolo proprio per il fatto che il decreto stesso è stato approvato in questi giorni e deve ancora seguire il suo iter parlamentare.

Una volta steso e finalizzato, il documento che strade prenderà?

Il documento in verità, per la delicatezza dei contenuti, ha subito diverse e inevitabili rivisitazioni che hanno portato a ritardi sull’approvazione definitiva del Ministero; da qualche settimana sono state inviate, spero, le ultime nostre osservazioni all’ultima bozza del documento. Una volta approvato, è intento del Ministero provvedere ad una rapida presentazione pubblica del manuale, sembra anche attraverso l’organizzazione di un convegno, e costituirà una linea di indirizzo non solo per tutti gli operatori sanitari interessati ma anche per le Regioni.

 Walter Gatti

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