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Il Codice di tutti i Medici: intervista ad Amedeo Bianco

Mai la revisione di un Codice deontologico, che, tradizionalmente, era considerato squisitamente normativa interna, autodisciplina data dai medici con effetto solo sugli iscritti agli Albi, è stata tanto sotto i riflettori. Eppure mai, prima d’ora, il processo è stato tanto partecipato, anche al di fuori della Professione: la discussione è stata anche “allargata” a esperti “laici”, vale a dire non medici, per essere poi estesa alle Società Scientifiche, alle Organizzazioni Sindacali, alle Associazioni di Pazienti e di Cittadini, seguendo una linea giurisprudenziale più accorta e disponibile a utilizzare le norme deontologiche come elemento decisivo per risolvere controversie e contenziosi civili e penali.

Abbiamo voluto disegnare un percorso – afferma Amedeo Bianco, sotto la cui presidenza sarà pubblicata la nuova edizione – dove sarà legittimo dire “non condivido”, ma non sarà altrettanto legittimo dire “io non c’ero” o “non mi è stato chiesto”.

E proprio al presidente Bianco, per chiarire ogni pur minimo dettaglio, l’Ufficio Stampa ha posto alcune domande. 

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