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La FNOM a Bari: Conte, ecco le nostre analisi e proposte su formazione e accesso

Durante il prossimo fine settimana si terrà a Bari il convegno “Formazione e accesso al lavoro: innovare per garantire il futuro della professione medica” (13 e 14 giugno, Teatro Petruzzelli), un workshop all’interno del quale analizzare i temi della professione medica nel difficile rapporto tra programmazione e lavoro. Quattro le macro-tematiche approfondite, in un dialogo che vedrà le voci dei giovani medici, delle istituzioni, dell’accademia. Ne parliamo con Luigi Conte, segretario nazionale della FNOM e coordinatore della quarta sezione della Commissione nazionale per la formazione continua e componente (insieme a Filippo Anelli, Franco Lavalle, Domenico Montemurro, Roberto Stella e Giulia Zonno) del Comitato scientifico del convegno.

Dottor Conte, in un momento evidentemente teso per il tema “formazione dei medici”, sul quale è giunta inattesa l’ipotesi del ministro Giannini di abbracciare il modello francese per gli aspiranti medici, la FNOM invita istituzioni, accademia e mondo medico a Bari per un grande convegno nazionale: è solo perfetto tempismo oppure in questo modo la Federazione vuol portare a galla una riflessione che ormai dura da anni?

Diciamo che abbiamo ritenuto opportuno in questo momento condividere il frutto di quella riflessione cui lei ha accennato. Abbiamo proposto questo convegno proprio in un momento particolarmente delicato per il dibattito politico ed accademico, affinché la voce ordinistica, oggi autorevole ed ascoltata, possa arrivare forte e chiara in un momento in cui non vale proprio la pena disperdersi su ipotesi che rispondono forse alla famosa “pancia” dell’opinione pubblica, ma che non tengono conto delle reali problematiche di programmazione e ingresso dignitoso nel processo lavorativo.

Quali sono dunque le aree di contenuto sulle quali intendete richiamare l’attenzione, affinchè la formazione dei futuri medici italiani sia assicurata in qualità, professionalità e dignità?

Il focus del nostro simposio sarà specifico su due versanti: come si studia e cosa si studia? I lavori sono poi strutturati secondo quattro temi, approfondendo le direttrici rilevanti del dibattito sulla formazione in medicina: programmazione del fabbisogno, formazione pre-laurea e in laurea; formazione specifica in medicina generale; formazione specialistica. Come si vede da un lato intendiamo fare luce sui numeri reali, dall’altro vogliamo guardare al futuro senza nasconderci dietro le dichiarazioni di intenti.

Come mai volete affrontare anche il tema della formazione in medicina generale?

Perché la formazione dei medici di medicina generale oggi – oltre a presentare le stesse problematiche di programmazione già accennate – paga la scarsa unitarietà di contenuti a livello territoriale, visto che è di competenza regionale.

Un altro degli argomenti caldi che affronterete è quello delle scuole di specializzazione…

Si, dove l’’elemento eclatante è il gap tra il numero di laureati ed il numero di contratti di formazione specialistica disponibili ad invarianza del finanziamento.  E’ chiaro che se entrano 11mila giovani, tra sei anni avremo 11mila nuovi medici che avranno diritto ad entrare nelle scuole di specializzazione a fronte di 3500 contratti disponibili. E tutto questo in forte carenza di specialisti attualmente ed in ancor maggiore entita’ nel prossimo futuro. Come si vede l’argomento della corretta programmazione ha una portata sociale, oltre che professionale, assolutamente prioritaria.

La struttura del convegno nelle sue varie sessioni e panel, prevede una forte interazione tra ruoli e componenti professionali e ordinistiche…

Si, abbiamo sviluppato un format per cui sui quattro temi indicati ci sarà una presentazione da parte dei giovani medici sulle criticità del singolo tema, cui poi seguirà l’intervento di un componente del Comitato centrale della Federazione che illustrerà le proposte da noi identificate. Poi apriremo due spazi di discussione: il primo a cui parteciperanno un rappresentate del Miur, del Ministero della Salute, del mondo universitario e delle regioni; il secondo a cui abbiamo invitato rappresentanti del mondo sindacale e nel quale interverranno anche gli esponenti dell’Osservatorio FNOMCeO Giovani Professionisti medici ed odontoiatri

Come lei ha già sottolineato, in questa sede la FNOM avanzerà alcune proposte di merito. Ci può anticipare qualcosa?

Come è già noto la Federazione ha una sua proposta sul percorso formativo accademico, che sarà presentata proprio a Bari nella sua completa espressione e che prevede, tra gli altri punti, un periodo finale di due anni di formazione high level, all’interno del quale gli specializzandi cominciano già a lavorare e sono quindi parte integrante del nostro SSN. Vorrei però spendere due parole in più sulla nostra convinzione di uniformare in modo emulativo la qualità delle scuole di specializzazione. In questo ambito proporremo di adottare il progress test anche per queste scuole, come metodo per valutare la qualità dell’insegnamento, della efficacia della preparazione clinica, e della preparazione professionale all’ingresso nel SSN. Quindi, come si vede, la FNOM ha molte proposte concrete da lanciare. Per questo l’appuntamento di Bari è per noi così importante. Vogliamo affermare il pieno diritto ad essere ascoltati per una fattiva opera di modernizzazione della formazione medica in Italia per una professione di qualita’ che siamo chiamati a garantire come istituzione dello stato a tutela della salute pubblica

Dalle sue parole risulta chiaro che vi aspettate molto proprio dagli interventi dei giovani medici, rappresentanti “in carne ed ossa” delle problematiche che andate a dibattere…

E’ quasi scontato che sia così. Da quando la Federazione ha avviato il suo Osservatorio specifico, composto di giovani colleghi super-motivati a comprendere le problematiche della professione, sono state sempre più numerose le attività che abbiamo avviato in questo ambito. Non a caso nelle ultime settimane abbiamo sostenuto un questionario che l’Osservatorio ha proposto ai medici abilitati negli ultimi 10 anni come prima indagine conoscitiva sulle problematiche legate ai percorsi formativi e all’ingresso nel mondo della professione medica. I primi dati saranno proprio illustrati durante le giornate di Bari.

Walter Gatti

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