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Medicine di gruppo nel mirino, occhio a come si utilizza il personale

Le sanzioni dell’Ispettorato del Lavoro a 72 medici di sette aggregazioni nel Vicentino scuotono l’associazionismo medico. Dopo una serie di blitz negli studi con interrogatori, gli Ispettori hanno intimato ai medici di risolvere il rapporto con 60 infermieri e collaboratori dipendenti dalla cooperativa Vicenza Sanità, che per alcune ore al giorno li avrebbe messi a disposizione di 62 mmg dell’Ulss 6 Thiene Schio e 10 dell’Ulss 4 Vicenza. E hanno imposto 50 euro di multa a giorno lavorato (alcuni collaboratori sono in servizio da 5 anni). Motivi: si tratterebbe di fornitura di manodopera “illecita ed abusiva”, la coop veneta non è un’agenzia di somministrazione  lavoro, non è autorizzata dal Ministero del lavoro né è iscritta all´albo informatico ministeriale. I medici si sono rivolti a un avvocato, all’Ordine e alle stesse Asl per chiarire la situazione, che rende impossibile onorare le richieste contrattuali. Antonio Di Malta presidente del Consorzio Sanità CoS (associazione di coop mmg in Italia che il 26 celebra il congresso, link www.cos.it) spiega che -al di là del caso specifico, da chiarire-  alcuni colleghi sbagliano valutazione nella gestione delle medicine di gruppo. Tre i punti dolenti: Inquadramento dei lavoratori – «L’attività in convenzione con il Ssn ha bisogno di orari precisi: è bene non utilizzare il collaboratore come lavoratore autonomo a partita Iva facendogli emettere fattura se poi viene tot ore al giorno, perché non se ne potrà dimostrare l’autonomia; tra l’altro, si può configurare evasione fiscale e contributiva ove una situazione di dipendenza o collaborazione continuativa sia trattata come occasionale e non si paghi l’Irap». Il ruolo della coop – «È bene assumere l’assistente con contratto dipendenti studi professionali (III livello super), ma se è il singolo medico ad assumere poi non può rendere disponibile l’assistente ai colleghi altrimenti rischia di “intermediare manodopera”; è preferibile lo faccia una società o una coop di servizio partecipata dai soli medici». Contratto con la coop – C’è poi il problema di cosa la coop fattura al medico. «Un conto è mettere a disposizione del singolo mmg la gestione dei servizi legati alla struttura (locali, dotazione e personale) con dietro un contratto prestazione servizi complessivi. Altro è se i medici singoli restano titolari di utenze e dotazioni ma poi utilizzano personale pagato per ore lavoro. In questo secondo caso si rischia di partecipare a una somministrazione illecita. Oggi -conclude Di Malta – la “somministrazione” di lavoro è consentita solo alle agenzie iscritte all’Albo ministeriale».

 

Mauro Miserendino (DoctorNews)

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