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Pos obbligatorio, per le associazioni di medici ne basta uno

Uno per tutti, tutti per uno: ci può essere anche un solo lettore bancomat in un’associazione di medici di famiglia, e in particolare in una medicina di gruppo, a patto che dietro ci sia una persona giuridica (cooperativa, studio associato, Srl) che riscuota per tutti. Ma tale indirizzo, avallato dalla Commissione Fisco Fimmg e dettagliato in un documento firmato dal consulente Maurizio Di Marcotullio, ha controindicazioni: il medico che non se la sente farà bene a dotarsi di lettore Pos personale. «In considerazione del fatto che il costo (presumibilmente esiguo) di gestione è interamente deducibile dal reddito … si potrebbe concludere che la strada più semplice sia  quella di dotare ogni singolo medico del proprio Pos personale». Il documento accenna a situazioni in cui il Pos accentrato potrebbe avere controindicazioni: intanto, se dopo una visita domiciliare un paziente chiede di pagare con bancomat; in secondo luogo se a pagare non è il paziente ma un suo parente, nel qual caso bisognerà specificarlo nella fattura del medico e in tutte le operazioni che tracciano la transazione. E ancora: il conto della struttura al quale è appoggiata la riscossione andrebbe per “sicurezza” cointestato a tutti i medici dell’associazione; infine, a fronte di costi delle commissioni che su sollecitazioni del governo le banche potrebbero diminuire, il minor onere economico ne implica di burocratici. Pur esente fin qui da sanzioni, l’obbligo di tenere in studio un lettore bancomat dal 30 giugno scorso sussiste indipendentemente dal fatturato libero professionale del mmg, di norma esiguo. E se per il medico che esercita da single, o coordinato con altri studi single in un’associazione semplice, sarà naturale far da solo, per chi sta in una medicina di gruppo con sede comune o principale ci sarebbe l’opportunità di fruire dei vantaggi della modalità di riscossione accentrata istituita con Finanziaria 2007: la struttura riscuote per il professionista che vi lavora e gli gira il compenso. La circolare dell’Agenzia delle Entrate 13/E/2007 distingue poi il caso che la prestazione sia effettuata dal medico nel suo rapporto con il paziente (fattura intestata al medico) o dalla struttura con suo personale (fattura della struttura). Il caso prevalente è il primo, ma la coop con personalità giuridica che metta a disposizione dell’associazione locali, strumenti e/o personale può ben riscuotere in entrambi i casi. E nel primo caso l’iter con Pos sottosta a una procedura dispendiosa:

l’operatore della struttura riscuote con bancomat, emette lo scontrino, il medico rilascia al paziente fattura a sé intestata, la struttura paga il medico e spedisce al paziente quietanza in cui attesta il pagamento. La struttura dovrà annotare nei suoi registri dati del pagamento, estremi della fattura emessa dal mmg con le sue generalità e codice fiscale, ammontare del corrispettivo, modalità di pagamento, quietanze rilasciate. E a fine anno dovrà rilasciare modello del sostituto d’imposta per gli importi cumulati di ciascun medico.

 

Mauro Miserendino

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