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Quando le donne stanno bene, tutto il mondo sta meglio

Nausea, sudori freddi, vomito; un inspiegabile senso di fatica, ansia, spossatezza; un dolore irradiato alle spalle, al collo al dorso. Non sono i sintomi di una banale gastroenterite o di un’influenza, ma i segnali con cui, il più delle volte – accompagnati da dolore irradiato alle spalle, al collo, al dorso – si annuncia l’infarto nelle donne.

 

Sintomi che la medicina definisce “atipici” ma che sono invece tipici del sesso femminile: nell’uomo, invece, il dolore è “standard”, parte dal torace e si irradia alle spalle e al braccio sinistro.

In Italia, le donne che ogni anno muoiono per malattie cardiovascolari sono circa 130 mila, mentre negli Stati Uniti sono oltre mezzo milione: in entrambi i casi, una cifra che supera quella delle morti provocate da tutti i tipi di cancro messi insieme.

Eppure, nonostante il loro primato come responsabili del 46% dei decessi femminili, tali patologie sono solo al quarto posto tra quelle più temute dalle donne, dopo i tumori.

E mentre il tasso delle morti per questa causa nella popolazione maschile è in costante diminuzione, quello nel sesso femminile è cresciuto del 14,6% dal 1990 al 2002.

 

È, quello delle malattie cardiovascolari in un’ottica “di genere” solo uno degli argomenti toccati dal convegno “Le donne medico e la Medicina di genere”, organizzato dalla FNOMCeO e tenutosi a Firenze.

 

Altre questioni, il diabete, le diseguaglianze sociali, i tumori.

 

Il “Bias di Genere”, il pregiudizio della medicina nei confronti del sesso femminile, e la Medicina di genere nei Sistemi Sanitari sono stati posti all’attenzione della Politica nella Tavola Rotonda conclusiva: “Politiche sanitarie e Medicina di genere: realtà e prospettive”.

 

Al centro del dibattito, moderato dal Presidente della FNOMCeO, Amedeo Bianco, le organizzazioni sanitarie, la sperimentazione, la formazione in un’ottica di genere.

 

“Noi donne abbiamo il cuore grande, ma spesso trascuriamo il nostro, di cuore – ha affermato Emilia Grazia De Biasi, presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato-. È importante che la Politica, ma anche la Ricerca e la Farmaceutica entrino in un’ottica di genere. La grande spinta alla salute non può prescindere dalla consapevolezza che il mondo è fatto da uomini e da donne”.

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