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Remuzzi: nuovi profili

Se le immatricolazioni universitarie sono in calo questo non vale per facoltà come Medicina e chirurgia che continuano a essere scelte. A certificarlo nei mesi scorsi i dati pubblicati dal Cun, Consiglio universitario nazionale che trovano conferma nelle inserzioni che si trovano per i laureati in facoltà a indirizzo sanitario. La novità, come si evince da un articolo pubblicato lo scorso venerdì dal Corriere Lavoro, per i laureati in medicina e chirurgia è che la laurea non è più solo lasciapassare per la professione medica e ospedaliera tradizionale, ma anche per altre professioni: informatori scientifici del farmaco, medical manager, esperti di normativa in materia di sicurezza della salute, solo per dirne alcune. «Al di là delle preoccupazioni sociali del periodo» sottolinea un esperto come Giuseppe Remuzzi, Primario dell’unità operativa di nefrologia e dialisi degli Ospedali Riuniti di Bergamo, «le possibilità di lavoro ci sono ancora per chi si laurea in Medicina. Le cose vanno bene per esempio per chi si laurea in medicina di base o per certe specialità come quella di anestesista o di traumatologo, che, peraltro sono le più rischiose in termini legali. Un aspetto questo del rischio legale per il quale si deve correre ai ripari» aggiunge Remuzzi. «La novità» continua «come si evince anche dall’articolo di Corriere Lavoro, è che le richieste arrivano sempre più frequentemente da grandi industrie farmaceutiche e che, anche all’estero si cerca la competenza dei medici italiani, perché quando gli italiani sono bravi sono davvero speciali». Remuzzi aggiunge, a ulteriore conferma, un dato: «L’Italia è al quarto posto mondiale per lavori sottoposti al New England Journal of Medicine. Segno di una grande vivacità del Paese da questo punto di vista. Un altro aspetto da segnalare» sottolinea in conclusione l’esperto «è che si affacciano nuovi profili professionali molto interessanti per i laureati in medicina: da chi aiuta medici e ricercatori a procurarsi finanziamenti, a chi “interfaccia” il mondo accademico con l’industria per esempio. Ma ce ne sono anche altre». Le prospettive, perciò, non mancano basta essere laureati in medicina, brillanti e motivati. Fonte Doctor33

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