image

Spata «Troppa burocrazia. Ma l’informatica è utile ai dottori»

Nel dibattito nato dall’intervista al medico-scrittore Andrea Vitali, che aveva spiegato la sua decisione di dimettersi parlando anche di «eccesso di burocrazia» e di medici di famiglia «costretti a spendere ore al computer per raccogliere dati la cui utilità mi è sempre sfuggita», si era dapprima inserito il medico di Fino Mornasco Mario Tagliabue (finito alla ribalta nei mesi scorsi per la sua contrarietà all’utilizzo del computer) e oggi interviene il presidente dell’Ordine dei medici

di Como, Gianluigi Spata. Pubblichiamo integralmente la sua lettera, un contributo al dibattito partito proprio dalle pagine Sanità del nostro giornale.

In merito ai due articoli  pubblicati di recente sul quotidiano La Provincia di Como, credo sia giusto fare un distinguo quando si parla di informatizzazione e di burocratizzazione.

Per quanto riguarda la prima ritengo che la tecnologia informatica abbia un ruolo di rilievo anche nel campo della Medicina e che sia un utile supporto nel nostro quotidiano lavorativo, sia nella medicina del territorio che in quella ospedaliera. Basta pensare alla compilazione di ricette per i pazienti affetti da malattie croniche, prescrizioni gravate  da esenzioni, note AIFA e quant’altro che rende improponibile una corretta prescrizione manuale; ma andando sempre più nello specifico bisogna pensare che l’informatica permette anche di accedere a dati statistici, epidemiologici, nonché, se i dati  del paziente vengono costantemente e correttamente aggiornati, possono essere di estrema utilità ai medici nel controllo, nel tempo, della salute  dei propri pazienti  soprattutto nelle malattie croniche dove è molto importante valutare la periodicità dei controlli e l’aderenza del paziente alla terapia (ricordo che dati molto recenti hanno rilevato che il 30% della popolazione lombarda è affetta da una malattia cronica come diabete, malattie cardiovascolari, bronchite cronica, ecc.).

Infine è attraverso il PC che si riesce ad alimentare il fascicolo sanitario elettronico che è una sorta di contenitore con tutta la storia sanitaria del paziente e che , con il consenso del paziente stesso, può e potrà essere consultato da medici anche al di fuori della nostra regione e in futuro anche da colleghi della UE.

Sono invece d’accordo sull’eccessiva burocrazia che la nostra professione sta subendo e sulla quale mi sono già espresso più volte, anche in occasione del convegno che il nostro Ordine Professionale ha organizzato il novembre scorso sul rapporto medico paziente, rapporto profondamente cambiato ma non solo per colpa della eccessiva burocratizzazione o del PC ma per molteplici fattori che sarebbe troppo complesso e inappropriato ricordare adesso.

In questi anni il nostro Ordine professionale, per quanto di propria  competenza, ha sempre  avuto un ruolo propositivo e collaborativo con le Istituzioni a tutela e nell’interesse del cittadino e della professione e mai si è sottomesso a interessi politici o di potere e ha improntato la propria attività a salvaguardia proprio di quel valore essenziale del nostro lavoro che è il rapporto medico – paziente.

Che il collega Dr. Vitali abbia lasciato la professione è anche per me motivo di rammarico e posso capire che rimpianga la vecchia figura del medico del paese che conosceva e curava, anche solo con le parole, i propri pazienti come traspare con efficacia dall’atmosfera dei suoi romanzi, ma questo purtroppo è solo un bel ricordo in quanto i tempi, i valori e le persone cambiano con rapidità sconcertante e non sempre in meglio.

Per concludere ritengo comunque che la nostra sia, a dispetto di tutto, una bellissima professione e che come tale debba essere tutelata nell’interesse di tutti.

Gianluigi Spata

facebooktwittermailfacebooktwittermail