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Studi di settore, novità fiscali per i medici di famiglia. Meno incombenze e voci razionalizzate

Novità sugli studi di settore dei medici di famiglia. Mentre ancora si attendono i nuovi indicatori di compliance destinati a sostituirli (nel decretone fiscale approvato con la manovra non ci sono), la commissione degli esperti dell’Agenzia delle entrate ha dato un primo via libera ai correttivi che il Fisco si prefigge di applicare nella prossima dichiarazione dei redditi: correttivi che, avviati quest’anno, tengono conto della crisi e sono relativi alle analisi di normalità economica e di coerenza ed alla congiuntura di settore, territoriale e individuale. La Commissione ha dato l’ok all’evoluzione di sette studi del comparto professionisti, e alla proposta che prevede che gli studi di settore non si possano usare ai fini dell’accertamento, neanche per i soggetti che fuoriescono dal regime forfettario.

«Per quanto riguarda i medici di medicina generale, nel corso della procedura annuale di revisione dello studio WK10U Agenzia delle Entrate e Sose (Società di Mef e Bankitalia per l’elaborazione degli studi, ndr) hanno prodotto un’evoluzione riducendo le informazioni da produrre al quadro Z per la dichiarazione 2017 relativa ai redditi e ai dati dell’anno di imposta 2016», annuncia Maurizio Di Marcotullio, dottore commercialista di DMG &Partners e membro della commissione fisco Fimmg. «Questa volta le voci nello studio dei Mmg saranno solo 15; il medico di famiglia convenzionato, come già fa, dovrà ancora dichiarare quante visite ha effettuato nel corso dell’anno, sia generiche (in convenzione) sia specialistiche (da libero professionista) e – se ne effettua – il numero di esami diagnostici svolti. In una sezione ad hoc il Mmg dovrà indicare la modalità organizzativa, cioè se lavora solo, in condivisione o presso strutture di terzi. Rispetto al modello utilizzato quest’anno, l’incombenza appare ridotta e le voci razionalizzate». Quanto all’addio agli studi di settore, sostituiti da indicatori articolati sull’attività prevalente, è atteso ora per il 2017, subordinatamente alla tenuta del nuovo governo Gentiloni. «La palla passa al ministero dell’Economia che dovrà individuare questi nuovi indici sintetici di affidabilità fiscale del contribuente», dice Di Marcotullio. «In ogni caso gli indicatori di compliance esordiranno alla meglio il prossimo anno e dunque non potranno essere applicati prima del periodo d’imposta che si chiude con il 31 dicembre 2017».

Fonte Doctor33

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